Routine

Stessi gesti e stesse parole
stessi passi e stessi gesti
siamo come automi di sangue
ci lasciamo vincere dalle abitudini.

Guardiamo esterrefatti la crudeltà
del mondo tentando di cancellarlo
con gesti inutili, inutili parole
inutili sguardi persi nell’infinito.

Intanto, giovani di tutte le stirpi
si sfidano in giochi millenari,
donne guerriere con spade affilate
uomini volano in alto come uccelli.

Siamo quasi macchine, quasi congegni
nella ripetitività quotidiana, ci salva
solo la poesia proiettandoci nell’infinito,
infinito universo dove il vuoto è sconfinato.

Ma il nero è somma di colori, come luce
è somma d’arcobaleni, smisurati iridi
fatti di magie divine e umane fragilità
fragilità di gesti ripetuti all’infinito…

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