“Ho bisogno del silenzio”

Bisogno del vuoto d’armi
bisogno di giorni semplici
di passeggiate in riva al mare,
di conversazioni leggere
parole sul sole e sulla luna
ancora vergine da passi umani
ho bisogno della leggerezza
d’animo bambino, che stringeva
nei pugni mille figurine Panini
non ancora autoadesive da incollare
una per una con la cocoina:
ce l’ho manca, ce l’ho manca, ce l’ho!
Era il nostro mantra, la nostra nenia;
giocatori o animali, poco importava,
il traguardo era completare l’album,
che era raddoppiato di peso e volume
ma ci riempiva di delicata felicità,
colmava i nostri sogni, ed i pomeriggi
freddi dell’inverno, egli compensava
la fatica dello studio noioso quotidiano,
i versi di Carducci confusi con Pascutti!
La sola figurina assente del Bologna!
Studiare mi piaceva: ma solo storia e geografia,
odiavo la matematica, i calcoli e la geometria.
Amavo disegnare, diventar artista o pittore
creare e forgiare opere immortali,
a valicare il tempo; lasciando una mia traccia,
una impronta, sulla sabbia bianca e immacolata,
del mio leggero passaggio, tra quest’umanità,
adirata e confusa, dal futuro oscuro ed ingarbugliato.
Nella ricerca di luce, in questo tempo buio,
all’affannata ricerca del silenzio.

 

3 thoughts on ““Ho bisogno del silenzio”

  1. Grazie! Ti riporto qui una mia poesia alla quale sono particolarmente affezionato, anche se sono legato a tutte:

    “IL FUOCO SACRO”

    Ho il fuoco sacro della poesia,
    e non c’è ostacolo o scoglio
    che riesca a sviarmi o mi porti via,
    cammino per le strade e le piazze
    a volte, posso sembrarvi un po’ perso,
    ma la mia mente, vola e libra leggera,
    immersa totalmente in un nuovo verso,
    nel suo impalpabile universo,
    mio mondo infinito,
    dove guerre e crudeltà sono bandite
    ove il sogno è realtà, e la realtà un miraggio,
    colmo di dolore e spietatezza, è negata
    l’infanzia e la giovinezza, il male è padrone
    assoluto, deruba i sogni e le speranze,
    illusioni d’una vita migliore, sotto piogge di bombe
    più o meno “intelligenti”, intelligenza d’un demonio,
    che distrugge la vita in ogni sua parvenza,
    le feste d’un matrimonio, rito nuziale con Satana
    corpi spazzati via come fuscelli
    in nome di un Dio cieco e sordo,
    in nome di un Dio sordo e cieco.
    In tutta questa assurda situazione,
    la mia mente cerca, testardamente, poesia,
    oscilla, vacilla, riprende la rotta e l’ispirazione:
    la poesia non salverà il mondo; ma l’umanità,
    il suo stato d’animo più profondo, ineguagliabile,
    brucerà e risorgerà in un fuoco sacro,
    Fuoco sacro che la monderà.

  2. mi è piaciuto – ho bisogno del silenzio- la chiusura è bellissima , racchiude il bambino e l’adulto insieme uno con speranze l’altro quasi disamorato. Anche l’altra poesia è splendida …ciao Marina

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